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Gli squali scambiano davvero gli esseri umani per foche?  

Sfatare il mito 

È una delle idee più durature nella cultura popolare: uno squalo morde un nuotatore o un surfista perché li scambia per foche. Film, documentari e notizie sensazionalistiche hanno consolidato questa immagine, ma quanto è vera? Approfondiamo la scienza, la storia e il comportamento alla base di questa idea per distinguere la realtà dalla finzione.

Se siete curiosi di vedere da vicino questi incredibili animali, immersioni nella gabbia degli squali a Città del Capo offre un'esperienza sicura ed emozionante da la nostra barca e la nostra gabbia.

Gabbia per squali calata nell'oceano per una sessione di immersioni
Le buone maniere per immergersi nella gabbia degli squali: cosa devi sapere

Origini della teoria dell'”identità errata”

L'idea che gli squali scambino gli esseri umani per foche ha origine dalle prime ricerche sugli attacchi dei grandi squali bianchi. Negli anni '1950 e '1960, i biologi marini notarono che molti attacchi si verificavano adiacenti o a pochi chilometri dalle colonie di foche, soprattutto in luoghi come Gansbaai in Sudafrica, le Isole Farallon in California e le Isole Neptune in Australia. 

Gli squali attaccano spesso i surfisti che pagaiano sulle tavole, e i primi osservatori notarono che, visto dal basso, un essere umano su una tavola da surf assomigliava vagamente a una foca: la parte inferiore bianca, il contorno, il movimento della pagaiata. Il sensazionalismo dell'epoca di "Lo Squalo" e i resoconti dei media degli anni '1970 amplificarono l'idea, dando origine alla spiegazione dello "scambio di persona" che viene ripetuta ancora oggi nei documentari e nelle guide alla sicurezza. 

La scienza dietro la percezione degli squali 

Gli squali non sono predatori senza cervello; hanno sistemi sensoriali altamente sviluppati che consentono loro di individuare le prede in una varietà di ambienti. I grandi squali bianchi, ad esempio, si affidano a una combinazione di vista, olfatto e sistema della linea laterale—che rileva il movimento dell'acqua—e il ampolle di Lorenzini, che rilevano i campi elettrici prodotti dalle contrazioni muscolari. 

Una ricerca dal Wirsing e altri, 2009 e studi pubblicati dal Gruppo di ricerca marina dell'Università di Città del Capo dimostrano che mentre gli squali possono scambiare la sagoma di un essere umano per una foca dal basso, la maggior parte degli attacchi sono investigativo piuttosto che predatori. Gli squali spesso effettuano un singolo "morso di prova" e poi si ritirano, il che è coerente con un comportamento esplorativo piuttosto che con l'intento di nutrirsi. 

Gli esseri umani non fanno parte della normale dieta di uno squalo. Il valore calorico di un essere umano è basso rispetto al grasso di una foca, ricco di energia. Inoltre, ripetute osservazioni mostrano che gli squali tendono a evitare gli esseri umani dopo il primo morso, il che indica che sono in grado di apprendere e distinguere tra i diversi tipi di prede. 

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Apex Shark Expeditions immersioni in gabbia con gli squali a Città del Capo

Errore di identità nel contesto 

L’ipotesi dell’“identità errata” è più plausibile in determinate condizioni: 

  • Da sotto:Uno squalo che si avvicina a un surfista può vedere una forma fluttuante sulla superficie illuminata dal sole, che superficialmente assomiglia a una foca. 
  • Distanza e luce: In condizioni di scarsa illuminazione o in acque torbide, gli indizi visivi sono meno precisi. 
  • Primi incontri: Gli squali giovani o inesperti potrebbero essere più inclini ai morsi esplorativi. 
     

Però, non tutti gli attacchi si adattano a questo modelloAlcuni si verificano vicino a scogliere rocciose, acque poco profonde o in aree con scarsa attività delle foche, il che suggerisce spiegazioni alternative come territorialità, curiosità o comportamento investigativo. 

Il ruolo dei media e la percezione pubblica

Film come Lo squalo (1975) hanno consolidato l'idea che gli esseri umani siano le principali prede degli squali, ma questa è un'esagerazione. Secondo l' File internazionale sugli attacchi di squali (ISAF), il tasso di mortalità per attacchi di squali non provocati in tutto il mondo è estremamente basso, circa 5-10 decessi all'anno in tutto il Sudafricae migliaia di persone entrano ogni giorno nelle acque sudafricane. 

La paura pubblica, alimentata da narrazioni drammatiche, oscura la realtà: la maggior parte dei morsi di squalo sono non letale e investigativoe gli squali hanno molte più probabilità di confondere altre prede piuttosto che cacciare attivamente gli esseri umani. 

Come gli scienziati studiano il comportamento degli squali

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Escursione pomeridiana di Apex Shark Expeditions Great White False Bay

La ricerca moderna utilizza droni, tagging e telecamere subacquee per monitore interazioni. Ad esempio, studi di Gruppo di ricerca sugli squali bianchi di Città del Capo dimostrano che gli squali spesso girano in tondo prima di mordere, indicando Curiosità e valutazione sensoriale. Il comportamento di mordere durante la prova è un segno distintivo del "campionamento", che si allinea con la teoria dell'identità errata, ma sottolinea anche che gli squali non sono assassini senza cervello: valutano oggetti sconosciuti nel loro ambiente. 

In conclusione: mito contro realtà 

Quindi, gli squali scambiano davvero gli umani per foche? La risposta è: a volte, ma è sfumato. Gli squali possono identificare erroneamente gli esseri umani in determinate condizioni, in particolare i surfisti da sotto, ma la maggioranza di gli attacchi sono investigativo piuttosto che predatorio. Gli esseri umani non sono prede tipiche e gli squali possono imparare a evitare specie che non sono prede. 

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